Viaggio in Libia (6-23 aprile 2007)

Il nostro viaggio in Tunisia durante le vacanze di capodanno 2007 ci ha messo per la prima volta a contatto con il deserto e ha suscitato in noi un forte desiderio di approfondire la conoscenza di questo ambiente a noi così estraneo. Allestiamo il nostro camper Gulliver (Papillon) e la mattina del 6 aprile partiamo alla volta di Civitavecchia, dove abbiamo appuntamento con i nostri compagni di viaggio per l’imbarco. Siamo in tutto 15 persone, compresa la nostra accompagnatrice, Sara, titolare di «Camper e Giramondo», suddivise in 7 camper. La traversata è tranquilla: dopo lo scalo a Palermo, arriviamo a Tunisi nella serata del 7 aprile. Lo sbarco e l’espletamento delle pratiche di frontiera sono, come al solito, un po’ faticose. Trascorriamo la nottata in un parcheggio adiacente al porto.

Domenica 8 aprile 2007

È la mattina di Pasqua e prima di incamminarci verso la frontiera libica riceviamo tutti la visita di Gabriella che offre la cioccolata dell’uovo. Percorriamo rapidamente i 600 kilometri che ci separano dalla frontiera libica, dove arriviamo a metà pomeriggio. Le pratiche sono piuttosto lunghe, anche se l’agenzia libica ha provveduto a tutta la documentazione e l’ha fatta arrivare alla frontiera tramite Adel, la nostra guida per tutto il viaggio. Montiamo infine le targhe arabe, ritiriamo i passaporti e ripartiamo. Siamo in Libia! È buio quando arriviamo a Zuwarah, dove facciamo rifornimento di gasolio (9 centesimi di euro al litro!), poi ci sistemiamo in un ampio parcheggio e ceniamo. Io e Antonio, nonostante la stanchezza, decidiamo di uscire per una passeggiatina esplorativa. Fa piuttosto freddo e ce ne ritorniamo ben presto al camper.

Lunedì 9 aprile 2007

Al mattino partiamo presto alla volta di Nalut, dove ci fermiamo a visitare la città vecchia e il suo ksar (gli ksour sono antichi granai comuni fortificati). Poi riprendiamo la strada verso Gadames: la strada è lunga e diritta, e sembra non finire mai. Ma infine arriviamo e ci sistemiamo nel campeggio, dove organizziamo la cena in comune. Prepariamo una bella tavolata e ceniamo tutti insieme, ed è veramente molto piacevole.

Martedì 10 aprile 2007

Gadames ci aspetta. Ci rechiamo prima a fare un po’ di spesa al mercato, e poi al museo per una visita guidata. La guida non parla italiano, ma inglese, ma è sufficientemente comprensibile. Dopo il museo è la volta della medina, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Entrandovi, sembra veramente di entrare in un altro mondo. Le case sono divise da stradine strette, spesso coperte per offrire riparo dal grande caldo, e illuminate da lucernari in alto. L’architettura è molto particolare: visitiamo anche alcune case dipinte a colori vivaci e in una di queste ci viene servito un pranzo tipico, che personalmente gradisco molto. Dopo pranzo torniamo al campeggio per riposare un po’ (fa molto caldo) e poi, verso la fine del pomeriggio, ci rechiamo coi camper alle grandi dune che fanno corona alla città. Dopo il tè sotto la tenda, saliamo sulle dune per ammirare il tramonto. Il cielo però non è sgombro, e così io e Antonio decidiamo di abbandonare la cresta della duna e tornare giù correndo sulla sabbia che cede sotto i nostri piedi. È una sensazione bellissima. È già buio quando torniamo al campeggio, dove ceniamo e pernottiamo.

Mercoledì 11 aprile 2007

Oggi ci aspettano quasi 1000 kilometri di viaggio per raggiungere Tekerkiba, da cui partirà la nostra spedizione nell’Acacus. Il viaggio non presenterebbe grandi motivi di interesse, se non che tutti i distributori che troviamo sul nostro cammino sono sprovvisti di gasolio. La nostra guida, Adel, e il poliziotto che ci fa da scorta, Hassan, si danno un gran da fare, procurandosi qualche bidone di gasolio da distribuire tra chi è rimasto a secco. Ma a un certo punto praticamente tutti i camper (tranne il nostro) non hanno più carburante, e dobbiano percorrere ancora 200 kilometri. Pertanto ci accampiamo nei pressi di un posto di blocco della polizia, mentre da Saba ci inviano un furgone con 300 litri di gasolio da distribuire tra i nostri camper e poter proseguire il viaggio. Dopo il rifornimento volante, andiamo tutti a dormire.

Giovedì 12 aprile 2007

Al mattino riprendiamo il viaggio. Facciamo sosta a Seba, centro piuttosto grande, dove facciamo la spesa e nei dintorni pranziamo. Nel pomeriggio arriviamo a Germa, dove visitiamo le rovine dell’antica civiltà dei Germanti. In realtà c’è assai poco da vedere, ma il luogo ha certamente un suo fascino. Terminata la visita, ci acquartieriamo in campeggio a Tekerkiba. In serata arrivano gli autisti alla guida dei fuoristrada che ci porteranno nell’Acacus. Prepariamo gli zaini e la tenda per il giorno dopo.

Venerdì 13 aprile 2007

Oggi comincia l’avventura nel deserto. Saliamo a gruppi di 4 sui fuoristrada che saranno i nostri mezzi nei prossimi 3 giorni. Ci guida un capo berbero che conosce l’Acacus come le sue tasche e ci accompagna un mezzo a bordo del quale viaggiano i cuochi e tutto l’occorrente per preparare e consumare i pasti. Durante i 250 kilometri di strada asfaltata che ci separano dall’ingresso nell’Acacus si verificano alcuni inconvenienti: ben 3 gomme a terra su 3 mezzi diversi, mentre il vento si alza e solleva la sabbia, creando una sorta di nebbia dalla quale i nostri autisti si difendono con i loro sesha colorati. Dobbiamo giocoforza fermarci in una locanda e, mentre gli autisti si recano nel centro più vicino per procurarsi altre gomme di riserva, i cuochi ci preparano il pranzo. Dopo pranzo si riparte e quello che ci aspetta supera di gran lunga qualsiasi precedente descrizione. Il pomeriggio trascorre in lunghi itinerari attraverso montagne rocciose circondate di sabbia, dai colori assolutamente nuovi per noi, alternati a lunghe soste per permetterci di far lavorare le foto- e le videocamere. All’imbrunire arriviamo al luogo del bivacco: ciascuno monta la propria tenda e si sistema per la notte. Quando la cena è pronta è ormai buio: alla luce delle lampade trascorriamo la serata nel buio assoluto del deserto. Qui non c’è inquinamento luminoso e potremmo vedere un bellissimo cielo stellato, se non fosse per la presenza di una nuvolaglia che ce lo impedisce. Speriamo nella prossima notte.

Sabato 14 aprile 2007

Ci svegliamo presto e prima di far colazione abbiamo già smontato le tende e fatto una toilette piuttosto sommaria en plein air. Oggi il programma prevede la visita a quello che viene definito un museo all’aperto: sulle pareti rocciose dell’Acacus sono impressi i graffiti dei popoli che vivevano qui quando il deserto era ancora una savana, circa 10000 anni fa. Al primo sito arriviamo a piedi, partendo dal luogo dove abbiamo pernottato, ed è davvero una strana sensazione muoversi a piedi in quel deserto. Visitiamo numerosi siti, sotto la guida esperta di Adel e del capo tuareg. Anche il nostro autista si chiama Adel, è un giovanotto simpatico e disponibile, e anche molto devoto. Quando arriviamo al luogo del secondo pernottamento lo vedo ritirarsi in disparte, disporre alcuni sassi sulla sabbia a formare una rudimentale moschea, e inginocchiarsi nella preghiera. Il sito del secondo pernottamento è ancora più spettacolare del primo: dopo aver montato le tende ci dirigiamo a piedi verso un belvedere che si affaccia su una vasta valle sabbiosa circondata da picchi di montagne rocciose, che si estende verso occidente, quindi verso il tramonto. La vista lascia senza fiato, e il silenzio di quel luogo mi fa vivere un’esperienza inconsueta per chi vive circondato perennemente dal rumore, ormai persino in alta montagna. Di nuovo la cena sotto il cielo del deserto è una preziosa esperienza di socializzazione. Dopo cena i nostri accompagnatori preparano il pane sotto la sabbia e ce lo offrono: un gesto semplice ed estremamente simbolico della loro ospitalità.

Domenica 15 aprile 2007

Di nuovo ci alziamo presto e di nuovo smontiamo l’accampamento. Ripartiamo per l’ultima parte della nostra visita dell’Acacus: alcune formazioni rocciose spettacolari,  alcuni siti dove sono state fatte importanti scoperte archeologiche (da ricercatori italiani) e infine, quando ormai stiamo per abbandonare questo luogo meraviglioso, l’incontro con una piccola carovana tuareg. Cammelli e cammellieri si lasciano fotografare docilmente e poi continuano il loro cammino e noi il nostro. Ritorniamo sulla strada asfaltata e, percorsi a ritroso i 250 kilometri di due giorni prima, arriviamo infine al campeggio, dove salutiamo i nostri accompagnatori e ci avventiamo sulle docce per poterci lavare come si deve.

Lunedì 16 aprile 2007

I nostri accompagnatori sono tornati: oggi ci porteranno a spasso sulle dune prospicienti il campeggio, fino ai laghi di Awbari, veri laghi incastonati nella sabbia. In cima alle dune, dove ci fermiamo per ammirare un meraviglioso panorama, fa piuttosto freddo. Lo spettacolo dei laghi circondati dalle palme e da alte dune di sabbia è di quelli spiazzanti, e molto fotogenico. Durante la sosta per il pranzo al sacco, in riva al lago più grande, i più volenterosi salgono fino in cima alla duna più alta, mentre i più pigri li aspettano seduti all’ombra di una palma gigantesca. Dopo la fatica, il ristoro nell’acqua del lago. Al ritorno al campeggio organizziamo la cena: tutti insieme per terminare in bellezza questi meravigliosi giorni nel deserto libico.

Martedì 17 aprile 2007

Oggi inizia praticamente il viaggio di ritorno: infatti ci dirigiamo verso nord e, percorrendo a ritroso buona parte del percorso fatto all’andata, trascorriamo tutta la giornata in viaggio e anche il pernottamento avviene lungo la strada.

Mercoledì 18 aprile 2007

La mattinata trascorre ancora in viaggio, per superare l’ultimo tratto che ci separa da Leptis Magna, sito archeologico di prima grandezza, con rovine romane spettacolari. Al nostro arrivo troviamo ad attenderci una guida locale, che parla perfettamente italiano e che ha una vasta conoscenza di Leptis Magna e della cultura romana e italiana in generale. La visita di Leptis Magna è accurata ed esaustiva, e richiede molto tempo. Al termine, ci spostiamo verso la villa di Silin, dove possiamo ammirare i bellissimi mosaici di questo sito. Al termine della visita raggiungiamo Tripoli: parcheggiamo i camper in pieno centro, in un parcheggio dove trascorreremo la notte e poi, liberi tutti. Antonio e io ci tuffiamo nelle vie e nelle piazze vicine, cercando di vedere quanto più possibile prima che faccia buio. Poi, dopo esserci riposati un po’, cerchiamo un ristorante per gustare un po’ di cucina libica.

Giovedì 19 aprile 2007

Stamattina ci attende la visita al museo di Tripoli: all’ingresso ci attende la nostra guida, una signora che parla perfettamente l’italiano e che ci illustra minuziosamente il contenuto del museo. Terminata la visita, ci dividiamo un po’ per andare a visitare la città, ma alla fine ci ritroviamo un po’ tutti nella medina. Antonio e io facciamo il bis, pranzando al ristorante per gustare altre specialità, diverse da quelle della sera prima, e poi battiamo a tappeto il bazar per gli ultimi acquisti. Tornati al camper per riposarci un po’, ci prepariamo per la sera: il programma prevede che venga a prelevarci un autobus che ci porterà al mercato del pesce. Qui giunti, ciascuno sceglie il pesce che vorrà mangiare, poi il pesce viene consegnato al ristorante che lo prepara e ce lo serve. Della tavolata fanno parte ovviamente anche Adel, la nostra guida, e Hassan, il poliziotto che ci ha fatto da angelo custode per tutto il viaggio e che stasera ci lascerà. È una specie di cena d’addio, perché non ci saranno più altre tavolate nel resto del viaggio.

Venerdì 20 aprile 2007

Oggi è la volta di Sabrata, a ovest di Tripoli, dove ci aspetta una visita alle rovine dell’antica città. Non è spettacolare come Leptis Magna, ma è di sicuro interesse e di grande impatto. Terminata la visita, inizia il viaggio di avvicinamento alla frontiera con la Tunisia, superata la quale percorriamo a ritroso il viaggio verso Tunisi. Pernottiamo lungo la strada.

Sabato 21 aprile 2007

Si riparte abbastanza presto e la prossima fermata è Tunisi. Qui arrivati, dal momento che l’imbarco è previsto in tarda serata, ciascuno sceglie come trascorrere il resto della giornata. Antonio e io decidiamo di visitare la medina di Tunisi e il suk, e il momento di recarsi alla Goulette arriva velocemente. Un ultimo sguardo all’Africa, e poi siamo sulla nave.

Domenica 22 aprile 2007

In mattinata arriviamo a Palermo dove la nave farà sosta per alcune ore, prciò sbarchiamo tutti per fare un giretto in città. Dopo un pranzo a base di pesce in un ristorante vicino al porto, Antonio e io vagabondiamo per la città, incontrando di quando in quando qualcuno dei nostri compagni di viaggio. All’ora convenuta ritorniamo sulla nave, che riprende il suo viaggio alla volta di Civitavecchia.

Lunedì 23 aprile 2007

Al mattino presto arriviamo in porto e, salutati i compagni, arriviamo in poche ore a casa. La Libia è ormai lontana.